Come diventare consulente del lavoro?



Per chi volesse diventare consulente del lavoro, scopriamo insieme l’iter per poter svolgere questa attività professionale, che prevede la partecipazione a un Esame di Stato.

Chi è e cosa fa il consulente del lavoro?

Si tratta di un professionista che si occupa di amministrazione aziendale sotto vari aspetti: dalla gestione delle risorse umane all’organizzazione strategica dell’attività imprenditoriale, oltre alla pianificazione di tutti gli adempimenti relativi ai rapporti di lavoro e agli aspetti fiscali.

L’iter in breve per diventare consulente del lavoro

Percorso di studi. Il titolo di studio richiesto per svolgere la professione di Consulente del Lavoro è la laurea triennale o magistrale in settori quali giurisprudenza, scienze politiche, economia o il diploma universitario/ laurea triennale in consulenza del lavoro.

Il praticantato. Oltre alla laurea è previsto un periodo di 18 mesi di praticantato, di cui 6 durante il percorso di studi, presso lo studio di un Consulente del Lavoro professionista.

L’abilitazione alla professione. Per poter svolgere la professione è necessario aver superato un esame di Stato che include prove scritte e orali in alcune discipline specifiche: legislazione sociale, diritto del lavoro, diritto tributario, diritto pubblico e privato, diritto commerciale e societario. L’esame si svolge una volta all’anno e il relativo bando con le date d’esame viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Una volta superato l’esame di Stato, è necessario iscriversi all’Albo del Consiglio territoriale dell’Ordine della propria provincia di appartenenza.

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I requisiti per diventare consulente del lavoro

La figura professionale del consulente del lavoro è molto richiesta poiché le aziende non hanno al loro interno le competenze necessarie a gestire l’intero processo aziendale, gli aspetti fiscali e quelli relativi alle risorse umane. Vi sono alcuni prerequisiti da rispettare per poter ambire a questa professione:

  • Bisogna possedere un titolo di studio universitario;
  • È necessario aver svolto un tirocinio obbligatorio o un praticantato;
  • È necessario aver superato l’esame di Stato;
  • Bisogna essere iscritti all’albo provinciale dei consulenti del lavoro.

Quale laurea conseguire?

Uno dei requisiti fondamentali è essere in possesso di una laurea triennale o magistrale/specialistica in una tra queste discipline:

  • Scienze giuridiche;
  • Giurisprudenza;
  • Scienze economiche e della gestione aziendale;
  • Economia;
  • Scienze politiche/ relazioni internazionali;
  • Teorie e tecniche della formazione e dell’informazione giuridica;
  • Consulenza del Lavoro.

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Come funziona il praticantato? 

Essere in possesso della sola laurea non è sufficiente per svolgere la professione di consulente del lavoro. Infatti, secondo la normativa vigente, chi desideri svolgere questa professione dovrà esercitare un periodo di praticantato di un anno e mezzo presso uno studio professionale di consulenza del lavoro, necessariamente iscritto all’albo da almeno 5 anni.

Il praticantato può essere svolto anche presso un altro professionista abilitato tra quelli previsti dalla L. 12/1979, cioè avvocato, ragioniere o dottore commercialista. In questo secondo caso, il requisito richiesto è che il professionista in questione abbia espletato da almeno 3 anni la prevista comunicazione alla Direzione Territoriale del Lavoro, e che il praticante svolga il tirocinio presso lo studio in cui è effettivamente esercitata l’attività di consulenza.

Eventualmente, il nuovo regolamento introdotto con DM 20-6-2011 può prevedere una riduzione del praticantato da 18 a 12 mesi in alcune condizioni particolari:

  • Possesso di laurea specialistica o magistrale afferente a una delle classi riconosciute da apposite convenzioni tra il Consiglio nazionale dell’Ordine e il MIUR;
  • Svolgimento, durante il percorso di studi, di un tirocinio presso lo studio di un consulente del lavoro, di durata di almeno 6 mesi e con il riconoscimento di almeno 9 crediti formativi.

Perciò è possibile svolgere una parte del tirocinio obbligatorio anche prima di aver conseguito il titolo di studio necessario. Tuttavia, per usufruire di questa agevolazione, gli aspiranti consulenti dovranno richiedere un accordo siglato tra il Consiglio nazionale dell’Ordine, il Miur e il Ministero del Lavoro. Per poter ottenere questa agevolazione, lo studente dovrà essere in pari e in regola con gli esami.

Come si diventa consulente del lavoro: l’esame di Stato

Una volta concluso il tirocinio, i candidati consulenti dovranno svolgere un esame di Stato. L’esame si articola in due prove scritte e una prova orale.

La prima prova scritta consiste nella realizzazione di un tema sul diritto del lavoro e sulla legislazione sociale, mentre la seconda prova scritta sarà di tipo teorico-pratico sul diritto tributario, a discrezione della Commissione valutante. La prova orale, cui potranno accedere solo i candidati che avranno superato le prove scritte, si baserà su questi argomenti:

  • diritto del lavoro e legislazione sociale;
  • diritto tributario;
  • elementi di diritto privato,
  • diritto pubblico e penale;
  • ragioneria;
  • rilevazione del costo del lavoro e formazione del bilancio.

Nel corso delle prove scritte, i candidati potranno utilizzare testi di legge non commentati ed avranno a disposizione 7 ore. Superato l’esame di stato, bisognerà iscriversi all’albo dei consulenti del lavoro, per poter esercitare la professione. Infine, ogni consulente del lavoro è tenuto ad avere una formazione continua sulla sua professione. Inoltre, è utile sapere che presso gli ordini provinciali dei Consulenti del Lavoro si tengono corsi per il superamento dell’Esame di Stato: è consigliabile quindi seguirli per essere preparati a sostenere le prove previste.