Come aprire un sito di vendita online? Una guida pratica se non sai da dove iniziare



Vorresti capire come aprire un sito di vendita online per la tua attività, ma non sai proprio da dove iniziare? La tua è una decisione coraggiosa, ma anche una valida scelta imprenditoriale, perché ti consente di abbattere i costi di gestione di un negozio fisico.

Tuttavia, per imparare a fare vendita e differenziarti dai competitor, devi proporre un prodotto esclusivo e portare avanti un’adeguata strategia di marketing. In questa guida vedremo come aprire un sito di vendite con tutti i consigli pratici (anche fiscali) del caso.

Cosa sapere prima di aprire un negozio online?

Iniziare un’attività imprenditoriale online è un progetto ambizioso, stimolante, ma anche complesso, e nulla va lasciato al caso.

Per questa ragione, è importante sviluppare una strategia basata su conoscenze di digital marketing e di e-commerce, soprattutto tramite la conoscenza di discipline come e-mail marketing, SEM, SEO, Facebook ADS, Instagram marketing e così via.

Per sviluppare il tuo sito potrai scegliere un sistema open source, come Magento, oppure una soluzione proprietaria. Come passo successivo, il tuo focus sarà la scelta del target di destinazione, lo studio dei potenziali clienti e lo sviluppo del tuo brand. Quindi dovrai:

Scegliere la piattaforma digitale sulla quale aprire un negozio online 

Esistono alcuni servizi predisposti ad aprire un e-commerce gratuitamente; tuttavia, aprire uno store virtuale gratis può essere rischioso. In alternativa, puoi acquistare un dominio su uno spazio web, installare un software ecommerce CMS come WordPress, Magento ecc., o aprire un negozio eBay o Amazon, cioè tutti quei marketplace già ben consolidati, nei quali potrai mantenere uno spazio autonomo.

Creare engagement

Una volta che i tuoi lead saranno diventati clienti, coinvolgili con regolarità per evitare che si dimentichino di te. In questo senso, il coinvolgimento tramite i social e l’utilizzo dell’email marketing sono ottimi sistemi per mantenere l’interazione con i clienti e fidelizzarli.

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Per aprire un negozio online quali adempimenti fiscali sono previsti?

Le procedure necessarie per aprire un negozio online prevedono questi passaggi:

  • Aprire un conto corrente bancario;
  • Costituire la società davanti a un notaio (al momento, le srls a 1 euro per gli under 35 non prevedono il pagamento delle spese notarili);
  • Aprire partita Iva, compilando il modello AA9/11 per le persone fisiche o AA7/10 per società ed enti;
  • Iscriverti al VIES se la tua attività online esegue delle operazioni di vendita e acquisto in ambito comunitario. Il VIES è un sistema per verificare che la partita IVA utilizzata sia valida e per effettuare transazioni intracomunitarie di vendita e acquisto.
  • Rispettare una serie di adempimenti con la Camera di Commercio, il Comune e l’INPS.

Adempimenti burocratici da sbrigare (camera di commercio, comune, INPS, INAIL)

Assicurati di presentare la richiesta al Registro delle Imprese attraverso il modello telematico denominato “Comunica“, valido ai fini fiscali, assicurativi e previdenziali.

Questa richiesta dovrà essere presentata all’Ufficio del Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio di pertinenza, che a sua volta la inoltrerà all’Agenzia delle Entrate, all’INPS e all’INAIL.

La segnalazione certificata di inizio attività includerà l’indicazione del settore merceologico da te scelto e l’attestazione dei requisiti per poter vendere online.

Una volta inviata questa richiesta, dovrai presentare la stessa comunicazione presso lo SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive); qui, in un intervallo temporale di 30 giorni, varrà il principio del silenzio-assenso, in mancanza di una comunicazione negativa da parte del Comune di residenza.

Infine, dovrai comunicare all’Agenzia delle Entrate:

  • L’indirizzo web del tuo sito e-commerce,
  • L’internet service provider;
  • L’indirizzo e-mail PEC;
  • Il numero di telefono e fax.

A questo punto, la tua attività sarà ufficialmente aperta e consultabile da tutte le persone.

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Quanto costa aprire un sito di vendita online?

Una tipica domanda che molte persone si pongono: è conveniente aprire un negozio online da zero? Dipende: può avere un costo iniziale che va da 600€ a 800€, ma indubbiamente presenta costi più contenuti rispetto a un negozio fisico.

Considera, poi, ulteriori fattori economici, come per esempio l’acquisto del dominio e lo spazio hosting, che può variare da 40 a 100 euro annui.

Inoltre, includi altri costi fissi, come ad esempio il pagamento delle tasse, la dichiarazione dei redditi, il versamento dei contributi INPS e le spese per il commercialista. In particolare, i costi fissi da sostenere per poter vendere online sono:

  • Costi per l’iscrizione alla Camera di Commercio delle ditte individuali: 35,50 euro per i diritti di segreteria e l’imposta di bollo, cui si aggiunge il diritto camerale obbligatorio da versare ogni anno;
  • Costi per le società di persone e di capitali maggiorate: occorre aggiungere la spesa da sostenere per la costituzione della società stessa presso il notaio, oltre all’imposta di registro sull’atto costitutivo.

Quindi, facendo un calcolo approssimativo, i costi si aggirano intorno ai 5.000 – 6.000 euro l’anno, su un reddito complessivo di circa 10.000 euro. In ogni caso, se intendi aprire un sito di vendita online, hai l’obbligo di aprire una Partita Iva.

Ecco 9 strategie per implementare un sito di vendita online di successo

L’obiettivo primario di chi desidera aprire un negozio online è il medesimo di chi apre un negozio tradizionale: vendere i propri prodotti o servizi. La pandemia da Covid-19 ha incrementato e accelerato l’evoluzione del commercio virtuale e la successiva specializzazione di molte attività nella vendita online.

Detto ciò, e alla luce dei consigli forniti in precedenza, la tua strategia per creare un negozio online dovrà tenere conto di questi 8 aspetti fondamentali:

  1. Prodotti: quale prodotto offri? Proponi manufatti o prodotti artigianali da te realizzati? Ti intendi di un settore particolare? Fai un attento studio del settore merceologico e del mercato.
  2. Servizi: quale servizio offri? Sorprendi i tuoi clienti, mettendo particolare cura e attenzione negli aspetti che potrebbero essere critici, come per esempio il reso/rimborso.
  3. Logistica: è importante ottimizzare i tempi di consegna del prodotto richiesto e prestare particolare attenzione a questo aspetto: offri più soluzioni di consegna, prevedi sempre una tracciabilità dei pacchi.
  4. Tecnologia: puoi scegliere se appoggiarti a un software open source o a una soluzione proprietaria, come abbiamo visto all’inizio di questo articolo.
  5. User experience: studia attentamente il tuo sito, in modo tale da rendere intuitivi e semplici la navigazione e l’acquisto, con la giusta integrazione tra grafica e video.
  6. Fiducia: per accrescere la fiducia delle persone che si affidano a te, inserisci sempre messaggi di sicurezza sul sito, rendi pubblici i dati precisi dei fornitori, esprimi chiaramente la procedura di reso.
  7. Riprova sociale: è molto utile pubblicare opinioni e recensioni dei clienti sia sul tuo sito, sia sui social.
  8. Traffico: oltre a conoscere gli acronimi più comuni e impiegati in campo e-commerce, come ad esempio CPM, CPA, è importante pianificare una efficace strategia di acquisizione del traffico e utilizzare i canali che meglio si adattano al modello di business da te scelto (SEO, SEM, e-mail marketing).
  9. Sistemi di pagamento: da questi dipende in gran parte il successo della tua attività online. Infatti, è dall’efficacia dei sistemi di pagamento e-commerce che dipende la sicurezza dei consumatori e la buona riuscita dell’acquisto senza brutte sorprese.

Cosa sapere se vuoi aprire un’attività in dropshipping?

Il dropshipping è un modello di vendita: prevede che tu, in qualità di dropshipper, ti occupi della vendita e della gestione online degli ordini senza possedere materialmente i prodotti, che rimarranno in magazzino per essere spediti da i tuoi fornitori.

Se scegli di sperimentare questo modello di vendita, l’ideale sarebbe focalizzarti su una specifica nicchia di mercato per aprire il tuo negozio online, offrendo prodotti che non siano già inflazionati sul mercato della grande distribuzione, ma che conservino una sorta di esclusività.

Tu resterai comunque responsabile delle attività di marketing e del servizio clienti, per affiancare la clientela in tutti gli step legati all’assistenza e alla soddisfazione del consumatore.

Questo tipo di attività online si basa sul principio della fiducia tra chi vende in dropshipping e il fornitore principale.

Proprio per questo, è molto importante regolamentare questa collaborazione tramite un contratto stipulato da avvocati che conoscano approfonditamente le normative e-commerce, per evitare inadempienze che potrebbero causare danni notevoli alla tua attività.

Una prassi sicura per chi decide di vendere in dropshipping è stipulare un contratto con questi criteri:

  • Banca per il conto corrente del tuo negozio online.
  • Un commercialista che ti tenga la contabilità.
  • Uno o più fornitori, specificando in trasparenza diritti e doveri degli uni verso gli altri.
  • Almeno un paio di ditte di corrieri, assicurandoti che prevedano le consegne anche ai piani superiori, che siano efficienti e puntuali e che rispondano professionalmente e correttamente di eventuali disguidi.
  • Sistemi di pagamento elettronico, come PayPal (molto utilizzato) e altri.
  • Soluzioni di compliance per siti web che abbiano una privacy policy ben chiara.
  • Hosting del sito web.
  • Numero di assistenza.

Come puoi notare, è davvero importante occuparsi con cura di tutti questi aspetti. Le difficoltà iniziali verranno ripagate successivamente, quando avrai già impostato tutto e la tua attività decollerà.

Corsi di e-commerce online per apprendere le tecniche giuste

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